LE DOMANDE DELLE AZIENDE #1

"Che cosa sono realta' virtuale, aumentata e mista?"

Spesso, complice l'avvicendarsi di tecnologie sempre nuove, risulta complesso orientarsi tra nomi e terminologie difficili da comprendere. Questa piccola rubrica vuole rispondere ad alcune semplici domande che spesso le aziende si pongono nell'affrontare un investimento in nuove tecnologie e applicazioni software: a partire da cosa si intende per VR, AR e Mixed Reality, arriveremo a prendere in considerazione all'interno delle varie domande alcuni vantaggi per il ciclo operativo, produttivo e promozionale di un marchio o di un'azienda più in generale, diversificando anche i benefici in base al settore produttivo. 

 

realta' virtuale

Per iniziare occorre definire velocemente cosa si intende per realtà virtuale: banalmente, con questo termine si definisce un prodotto generato digitalmente mediante l'utilizzo di un software. Quindi, un'applicazione meteo o un software di analisi gestionale è realtà virtuale? In realtà, non proprio. Il concetto di realtà implica la creazione di un piccolo mondo parallelo al nostro che può, come vedremo, sostituire l'ambiente che ci circonda oppure integrarlo. 
Una definizione semplice ma efficace per il concetto di realtà virtuale è quella di "realtà simulata digitalmente".

REALTIME o OFFLINE

Occorre soffermarsi su un punto preliminare, importante per comprendere che tipo di prodotto vi viene offerto e che tipo di lavoro / tecnologia vi sia dietro. La realtà virtuale può, semplificando, essere prodotta in due modalità principali: in realtime oppure offline. Cosa significa? 

Offline: avete presente i film Pixar? Oppure i filmati, gli spot pubblicitari, gli inserti su YouTube creati mediante animazioni digitali? In questo caso ci troviamo di fronte a un processo "offline", ovvero ciò che si vede in 3D o 2D viene animato e successivamente esportato fotogramma per fotogramma generando, come prodotto finale, un filmato fruibile come un qualsiasi altro file video.

Realtime: con questo termine si definisce un software in grado di generare i contenuti nel medesimo istante in cui l'utente li visualizza. La differenza con il rendering offline è lampante: la generazione di contenuti in realtime, ovvero nel tempo stesso in cui l'utente li visualizza, permette di introdurre un elemento interattivo; chi usa l'applicazione, quindi, non è più semplice spettatore di un filmato ma può interagire e compiere azioni. 

Ma cosa è meglio? La risposta non esiste, perché la domanda non è corretta. Entrambi hanno una loro grande utilità per differenti scopi: il primo è utilizzato principalmente per la creazione di video, grazie anche ad una resa grafica più performante legata al fatto che il calcolo per creare le immagini non deve essere fatto in tempo reale, il secondo viene usato per creare applicazioni interattive, esperienze di realtà virtuale, aumentata e mista. 

Conoscere l'esistenza di questi due mondi è fondamentale per capire, quando ci viene proposta un'applicazione, che tipo di tecnologia viene utilizzata, dato che entrambe hanno dei punti di forza differenti. 

vr, ar o realtà mista?

Procediamo velocemente tentando di capire cosa si intende quando si utilizzano questi termini. In generale, posto che la definizione iniziale di realtà virtuale si applica a tutti e tre questi sottoinsiemi, capire come essi si differenzino è molto semplice. La chiave è lo strumento che si utilizza per visualizzare la realtà virtuale. 

realtà virtuale "tradizionale"

Spesso, frastornati da questi termini (usati talvolta a sproposito), ci dimentichiamo del metodo più semplice, che qui definirò come "tradizionale": lo schermo. Sia esso lo schermo del vostro PC, del laptop, di un cellulare o di un tablet, gran parte della realtà virtuale di cui oggi godiamo è "tradizionale". Con la MG_INC s.r.l. abbiamo creato spesso installazioni di realtà virtuale con ambienti 3D e prodotti fotorealistici con cui il pubblico interagisce mediante touch-screen da 55 pollici o più, così come applicazioni per smartphone o tablet. In questi casi ci troviamo di fronte ad applicazioni 3D di realtà virtuale senza una definizione precisa, ma è importante partire da qui per comprendere come il termine VR sia legato ad uno strumento differente e che si può parlare di realtà virtuale anche in presenza di schermi tradizionali. 

VR

VR è l'acronimo di "Virtual Reality" ma è legato più specificatamente ad uno strumento ben preciso: il visore VR. Questo oggetto permette, attraverso due lenti, di vedere contenuti multimediali tridimensionali mediante diversi sistemi. Per comprenderne il funzionamento è sufficiente sapere che i dispositivi VR ad oggi utilizzano, a seconda dei modelli, un collegamento ad un PC (è il caso di Oculus Rift e HTC Vive, ad esempio), un cellulare (Samsung GEAR VR, Google Cardboard e Google Daydream, per citarne alcuni) oppure, disponibili a breve, sono "standalone" (ovvero capaci di funzionare autonomamente). 

VR o 360?

Pensate ai vostri occhi: di base, il visore funziona inviando un'immagine differente per ogni occhio al fine di simulare una visione stereoscopica, quel sistema che ci permette, nella vita reale, di vedere un oggetto in tre dimensioni. Esiste, però, una differenza sostanziale nel CONTENUTO di ciò che vediamo. Ricordate? Un processo offline genera un filmato, un processo realtime crea contenuti in tempo reale. Pensate ad una stanza, ad esempio: nel caso di un contenuto in real-time il programma avrà un modello 3D virtuale della stanza e verranno create due telecamere (una per il nostro occhio sinistro e una per il destro) che saranno in grado di visualizzare la scena seguendo il movimento della nostra testa. Grazie al motore 3D che genera le immagini in tempo reale, avremo una visione stereoscopica della scena stessa proveniente da due punti che simulano i nostri occhi nell'ambiente virtuale. Nel caso di un filmato, invece, possiamo pensare ad una sfera su cui viene proiettato un ambiente ripreso a 360°. Vediamo comunque tutto ciò che ci sta intorno ma l'effetto, per quanto possa essere raffinato e bello, non permette di fruire di una visione realmente stereoscopica: è come guardare una fotografia estremamente dettagliata o guardare l'oggetto con i propri occhi. Nel caso in cui si visualizzi un filmato 360° in un visore VR, inoltre, l'interazione è pressoché assente, mentre con la visualizzazione di un ambiente VR è possibile muoversi e interagire con ciò che ci circonda. 

Anche se apparentemente questa distinzione sembra utile solo agli esperti, nell'usufruire di queste due differenti applicazioni ci si rende subito conto delle differenze: in un ambiente VR, infatti, anche tutte le sensazioni inviate dai nostri occhi alle varie aree sensoriali del cervello sono reali, quindi, per fare un esempio, se l'utente farà un salto nel vuoto avvertirà quella stretta allo stomaco tipica della perdita momentanea dell'equilibrio; con la visualizzazione di un filmato 360°, invece, queste sensazioni "secondarie" vengono attenuate a tal punto da essere pressoché inesistenti per molti.

AR e mixed reality

Con il termine AR si intende "Augmented Reality", ovvero "Realtà aumentata": tale tecnologia genera contenuti multimediali che si sovrappongono all'ambiente che ci circonda. Lo strumento più semplice per fruire di un'esperienza AR è la fotocamera del proprio cellulare. Anche in questo ambito è possibile limitarsi a fare apparire modelli 3D legati a determinati marker o oggetti, oppure ci si può spingere a creare vere e proprie esperienze capaci di far apparire elementi interattivi in movimento sugli oggetti che ci circondano. Con la MG_INC s.r.l. proponiamo molteplici soluzioni per rendere vivo e interattivo un package, un catalogo o un determinato prodotto. Con l'avvento di lenti olografiche come Hololens di Microsoft si è iniziato a parlare di Mixed Reality, realtà mista, che, di fatto, è coincidente con la realtà aumentata. Semplicemente, se l'AR spesso permette di fare apparire contenuti 3D sul mondo che ci circonda, passando comunque attraverso l'occhio di una fotocamera digitale, le lenti olografiche creano i contenuti in sovrimpressione all'ambiente che ci circonda, essendo simili a dei normali occhiali. 

ok, ma non mi interessano tali tecnologie

Il più delle volte si associano le nuove tecnologie a scenari futuristici, macro-aziende legate al mondo del digitale, temendo costi e realizzazioni impossibili da sostenere e inutili per la propria realtà imprenditoriale. In realtà, queste nuove tecnologie sono già parte integrante della nostra vita quotidiana e lo diventeranno sempre di più. Le applicazioni che possono rendere più visibile, produttiva ed efficiente la tua azienda sono infinite: spesso offriamo consulenza ad hoc per il cliente, ascoltandolo, comprendendo che tipo di servizio offre (o vuole ottenere) e proponendogli sempre una soluzione studiata su misura. Non crediamo in prodotti precostituiti ed ogni applicazione che facciamo viene ideata e realizzata apposta per l'esigenza specifica del cliente, con grande attenzione all'aspetto funzionale, visivo e artistico del marchio che ci contatta. L'invito, pertanto, è quello di chiedere un consulto gratuito per comprendere come tali tecnologie possano dare grandi benefici al proprio marchio e al proprio brand, permettendo una migliore promozione nei contesti più disparati, così come la creazione di strumenti di vendita più efficienti e la possibilità di ottenere una migliore assistenza sul prodotto, grazie anche ad una formazione dei propri dipendenti più completa e puntuale con esperienze immersive o con app AR per visualizzare informazioni, istruzioni ed esperienze interattive direttamente sui propri prodotti.